| L’arte sacra nella storia di Carpineto |
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Carpineto Romano dai primordi della sua esistenza storica appartenne alla diocesi di Anagni, malgrado che il suo vasto territorio montano fosse limitrofo delle diocesi di Priverno, Sezze, Velletri e soprattutto della più vicina Segni. Situata lontano dalle grandi vie di comunicazione, (Appia e Latina o Casilina) Carpineto dal XIII secolo già presentava una complessa organizzazione ecclesiastica: 4 parrocchie, diverse cappelle un convento, una abbazia e romitori siti nel territorio montano. Dal XVI al XVIII secolo in base allo sviluppo demografico Carpineto incrementò il suo patrimonio architettonico con oltre una decina di chiese officiate da parroci, abati, ordini religiosi, cappellani; nel XVIII secolo si aggiungeranno i canonici della chiesa capitolare dei santi Giovanni e Paolo, detta appunto chiesa Collegiata. Anche le confraternite avevano le loro sedi extra moenia: santa Maria del Popolo, sant'Agostino (padri agostiniani), san Pietro Apostolo (frati della provincia riformata romana) Proprio le confraternite laiche in santa Maria del Popolo ed i canonici della chiesa Collegiata daranno maggiore impulso all' architettura, all'artigianato locale, all'arredo sacro. Dopo l'unità d'Italia, dietro le leggi di soppressione si ebbe una parziale dispersione di questo patrimonio sacro come già all'epoca napoleonica.. Successive sollecitazioni sociali e nuove riforme liturgiche oltre la crisi del mondo rurale metteranno in pericolo parte di questo patrimonio sacro: arredi, vasi e perfino architettonico rimasto per buona parte del secolo XIX in stato di semiabbandono. Delle 4 parrocchie medievali, oggi ha la sua funzione parrocchiale unitaria la chiesa Collegiata o del Sacro Cuore, rimanendo le altre come vere cappellanie. |
