| Mostra di Arte Sacra: Simulacrum |
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L'esposizione museale è situata dentro la canonica della chiesa di san Giacomo Maggiore. Edificio sacro semiabbandonato ed inagibile fin dagli anni '60, affidato gia ai padri Agostiniani, ha perduto gradualmente la sua centralità parrocchiale ed abitativa. L'avvento di un parroco unico, a cui sono state affidate le quattro parrocchie medioevali, ha permesso un insperato recupero architettonico e culturale di detto stabile. La chiesa abbaziale di san Giacomo Maggiore nel secolo XIV aveva il titolo di santa Maria Maggiore (come si evince dalle "Rationes decimarum" e dal bel portale cinquecentesco). Secondo gli Statuti comunitari del 1556 in essa si conservava il bussolo per estrarre a sorte i 40 consiglieri della comunità (10 per ogni parrocchia) (cfr. Statuti ed Ordinanze della terra di Carpineto, 1556; libro I, cap. 14). Già semiabbandonata nel secolo XVII per la forte umidità, verrà sostituito da un modesto edificio privato dirimpettaio offerto dal parroco d'allora: chiesa di san Barnaba Apostolo (oggi proprietà del rione san Gnaco). Al tempo del pontefice Leone XIII l'edificio sacro verrà restaurato, ma la presenza di un frantoio meccanico posto nelle sue fondamenta ne comprometterà la statica.
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