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03
Dec
2010
cronache dicembre

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Si apre Palazzo Pecci in Carpineto Romano: una memoria di papa Leone XIII.
In occasione del 1° Centenario dell’enciclica “Rerum Novarum” di papa Leone XIII (15 maggio 1891) fu aperto in Carpineto Romano palazzo Pecci, casa natale del pontefice. Nel bicentenario della sua nascita si sta operando tra i nobili Pecci e l'Amministrazione Comunale una nuova apertura,

che metterà in grado di riscoprire le segrete memorie di un papa della Campagna Romana, già ricco proprietario di latifondi e armenti sui monti Lepini, la cui portentosa carriera ecclesiastica lo fece conoscere al mondo con il nome di Leone XIII (“Lumen in coelo” secondo la profezia dello pseudo Malachia) con un lungo pontificato durato 25 anni (1878-1903), inferiore solo a quello di Pio IX (1846-1878) e Giovanni Paolo II. Qui ebbe i natali (1810-1903): questo raffinato poeta, questo politico di straordinario talento, che seppe tenere a bada la potente Germania del primo ministro Bismarck e passò alla storia come il primo pontefice che si interessò dei problemi sociali legati al mondo del lavoro, con la sua enciclica “Rerum Novarum”, affrontando e regolando per la prima volta il rapporto tra l’operaio e datore di lavoro.

In Palazzo Pecci, appartenente alla nobile famiglia dei conti Pecci eredi del pontefice (con la sua costruzione fortemente rimaneggiata tra il XVIII e XIX secolo), si conservano le memorie di questa nobile famiglia e tantissimi omaggi del mondo cattolico al pontefice carpinetano. Si può ricostruire un ideale itinerario di questi nobili signorotti dello Stato Pontificio che nella solenne costruzione presenta i suoi granai e magazzini, i suoi frantoi e i luoghi dove ospitare le nevi del monte Capreo inviata poi in Velletri e nei Castelli Romani; strutture legate al mondo contadino, mentre le nobili stanze in numero impressionante inducono a credere alla sfarzosa ospitalità di questi signori, evidenziata dalle capaci cucine dove ancora fervono fornelli e forni d’altri tempi a documentare le straordinarie rielaborazioni delle specialità lepine ancor oggi in uso nella cucina locale.

E vengono qui ricordati ospiti illustri con la serie infinita dei vescovi anagnini (di cui se ne conservano anche dei ritratti) qui giunti in visita pastorale; di santi e di famosi predicatori, tra cui S. Giovanni della Croce, S. Leonardo da Porto Maurizio, il beato Baldinucci e soprattutto S. Gaspare del Bufalo, ivi portatosi nell’estremo tentativo di ridurre il fenomeno del triste brigantaggio.

Ma ai santi si avvicendarono anche i birboni: quali i famosi briganti Diciannove, De Cesaris, Masocco ed anche l’immancabile famigerato Gasberone di Sonnino, che inviò in Palazzo Pecci una stoffa particolare pretendendo che la cucisse nientedimeno che la sorella del futuro pontefice. E poi militari e comandanti, legati pontifici ed umili servi, e in seguito illustri personaggi della finanza, della cultura, del giornalismo e della politica nell’epoca leonina. Una parte della storia provinciale ottocentesca è scritta in queste pareti, nelle lunghe gallerie dei ritratti, che oltre presentare gli antenati del pontefice e lui stesso, è in mostra il primo re del Belgio, Leopoldo I con la sua consorte regina Carlotta, a ricordo della nunziatura apostolica di Leone XIII in quella nazione.

Sale e salette si rincorrono, con belvedere e balconate aperte sui panorami straordinari dei Monti Lepini. In una enorme sala oltre 20 mila libri da far la gioia segreta del colto e del raffinato, che vi può trovare preziosi incunaboli come il celebre Petrarca “colla sposizione di Messer Giovanni Andrea Gesualdo” ed anche alcuni codici pergamenacei. E doni-omaggio del mondo cattolico con uccelli esotici australiani, conchiglie andine e tutta una lunga serie di costumi d’epoca appartenenti a vari componenti della nobile famiglia dei conti Pecci dalla fine del Settecento agli anni Cinquanta. Una visita stimolante a questo sacrario della memoria di un pontefice che seppe dar conforto a tanti e che, primo fra tutti, seppe agitare la questione sociale nel mondo del lavoro. Qui il segreto di tanta storia, qui la spiegazione di ogni futuro intendimento. Una visita tutta particolare degna di ogni attenzione.

Carpineto Romano, alle porte di Roma, raggiungibile dopo l’uscita dal casello di Colleferro, immettendosi sulla SS 609 Carpinetana: ti attende con il suo verde riposante dei Monti Lepini, il bel centro storico, il palazzo dei conti Pecci 

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Museo La Reggia dei Volsci:  Via della Torre Antica - 00032 Carpineto Romano, Tel: 0697180028 (Biblioteca Comunale)
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